Proh 11-10-2023

Riprendono, con la ripresa autunnale, le camminate della nostra associazione.  Appuntamento a Proh con pranzo alla Trattoria Belvedere, il va sans dire.

Tanta gente oggi sulle colline tra Proh, Briona e Barengo. Vendemmiatori tantissimi, In tutte le vigne del Pianone, della valle dei Roncati, della val Ceresole. Camminatori altrettanti. Il fascino delle vigne cariche d’uva, il piacere di condividere una bella camminata insieme, il gusto di un buon pranzo in un’ottima trattoria. Insomma ci siamo ritrovati in tantissimi alla partenza e tantissimi, anche, al tradizionale pranzo. Una bella compagnia.  Partiamo da Proh, Via dei Vigneti. Risaliamo la collina sino alla Val Ceresole che attraversiamo in tutta la sua lunghezza. Un breve tratto di strada asfaltata e ci immergiamo nella Valle dei Roncati tra boschi e vigneti sino alla Casa del Guardiacaccia, da dove riprendiamo il percorso dell’andata sino ad arrivare alla trattoria Belvedere. Una decina di kilometri molto vari in un bell’ambiente naturale. Pranzo, ottimo, a base di salumi locali e paniscia. Un bel gelato per concludere e poi ….Poteva mancare la parte artistica culturale. Visitiamo l’antica e sconosciuta, ai più, cella di Santa Maria. Riprendo dal sito del Comune di Briona

” A Est della provinciale che da Proh conduce al Comune di Barengo, sul tracciato di una via che univa Proh a Camodeia (Castellazzo Novarese), esistono presso la cascina Cella Vecchia i resti di Santa Maria, un piccolo monastero benedettino (cella), dipendente anticamente dall’abbazia di San Silano di Romagnano Sesia.
Il cenobio, oggi non più in uso, è integrato in un edificio rurale. Dell’insediamento, completamente distrutto, rimane l’abside maggiore della chiesa. Originariamente a tre navate è ora ridotta ad un corpo longitudinale già usato come abitazione o a scopi agricoli, attualmente abbandonato. E’ una delle rare fondazioni superstiti consacrate dal Vescovo Litifredo (1123-1151). Delle tre absidi originali rimane quella centrale. L’esterno è decorato superiormente da una serie di archetti pensili sormontati da un piccolo filare di frammenti di mattoni e da due filari di mattoni messi di costa leggermente obliqui. Ai lati dell’abside rimangono gli attacchi delle absidiole laterali Nell’abside si aprono tre monofore di sezione diversa.
La muratura perimetrale rivela una particolare attenzione cromatica attraverso un’accurata disposizione del cotto e del ciotolo spaccato utilizzato con funzione decorativa e coloristica. Al suo interno il catino absidale conserva affreschi quattrocenteschi di scuola novarese, sono visibili l’immagine classica del Cristo Pantocrate, i quattro evangelisti e i dodici apostoli.