Tutto è pronto per la partenza. Venerdì 24 maggio da Novara partiamo alla volta di Arezzo per raggiungere poi La Verna. Da li il giorno successivo inizierà il nostro Cammino. Un lungo cammino per raggiungere Assisi sui passi di San Francesco. 189 chilometri in 10 tappe ( in realtà sono stai molti di più) e molti metri di dislivello
A piedi nello spirito degli antichi pellegrini seguendo le tracce del Tau.
25 Maggio
Partenza: La Verna (Arezzo)
Arrivo: Pieve Santo Stefano (Arezzo)
Distanza: 14,9 Km (effettivi 19 km circa)
26 Maggio
Da Pieve Santo Stefano a Pian della Capanna
Distanza:16,7 Km (effettivi 25 km con deviazione alternativa)
27 Maggio
da Pian della Capanna a San Sepolcro
Distanza:km 18,2 (effettivi 21 km)
28 Maggio
da San Sepolcro a Citerna
Distanza:km 12,4 (effettivi 12 + 7 per andare a Monterchi ad ammirare la Madonna del parto)
29 Maggio
da Citerna a Citta di Castello
Distanza:km19,9 (effettivi 23 )
30 Maggio
da Città di Castello a Pietralunga
Distanza: 29,53 Km (effettivi 31)
31Maggio
da Pietralunga a Gubbio
Distanza:Km 26,00 (effettivi 29)
1 Giugno
da Gubbio a Eremo di San Pietro in Vigneto
Distanza:16,3 KM (effettivi 22 compreso giro per Gubbio)
2 giugno
da Eremo a Valfabbrica
Distanza:21,7 km
3 giugno
da Valfabbrica a Assisi
Distanza:13,5 km (effettivi 19 compreso giro Assisi fino a Fontemaggio)
Totali km realmente percorsi 226
Cos’è la Via di Francesco? È un itinerario che collega tra loro alcuni luoghi che testimoniano della vita e della predicazione del Santo di Assisi: un percorso di pellegrinaggio che intende riproporre l’esperienza francescana nelle terre dove San Francesco è nato ed ha predicato. Tutto lungo la via di San Francesco parla di lui. Gli eremi abbarbicati sulle montagne, i conventi, le grotte dove ha dormito, i sassi su cui ha posato la testa. I paesaggi che abbiamo ammirato, certamente meno urbanizzati, sono gli stessi che hanno rallegrato il cuore di Francesco; le località di tappa conservano la memoria delle sue parole e delle sue predicazioni.
Quali sono le tappe che abbiamo percorso ed i luoghi che abbiamo visitato?
1 La Verna
Il santuario francescano della Verna, situato a pochi chilometri da Chiusi della Verna, in provincia di Arezzo e , all’interno del parco nazionale delle Foreste Casentinesi. E’ uno dei più famosi conventi del Casentino e uno dei luoghi più rilevanti del francescanesimo, famoso per essere il luogo in cui san Francesco d’Assisi avrebbe ricevuto le stigmate il 14 settembre 1224. Costruito nella parte meridionale del monte Penna a 1128 metri di altezza, il santuario – destinazione di numerosi pellegrini – ospita numerose cappelle e luoghi di preghiera e raccoglimento. Ottima accoglienza ed una splendida cena che ci ha rinfrancato dopo un lungo viaggio.
2 Pieve Santo Stefano
Dislivelli impegnativi nei primi 6 km, ma la parte restante del percorso è tutta in discesa. . I primi 6 km della tappa sono stati affrontati con passo lento e godendo della bellezza dei boschi che qui sono al loro massimo rigoglio Pieve Santo Stefano è nota come “la città del diario” perché ospita un affascinante Museo, che raccoglie scritti di gente comune in cui si riflettono, in varie forme, la vita di tutti e la storia d’Italia: sono diari, epistolari, memorie autobiografiche. Pieve è anche il luogo di nascita di Fanfani che viene ricordato con foto ed un murales ma che probabilmente per le nuove generazioni dice poco.
3 Pian della Capanna
Tappa lunga e con un notevole dislivello ci porta a Pian della Capanna. Pian della Capanna è una struttura in pietra e legno ai piedi dell’Alpe della Luna in uno dei suoi tratti più selvaggi e spettacolari del Cammino. La struttura è gestita come un rifugio da Matteo, eccellente rifugista appassionato del suo lavoro e dell’ambiente dove vive per buona parte dell’anno. L’Alpe della Luna oggi è una riserva Naturale dove sono presenti anfibi endemici ed una flora molto rara.
Durante la seconda guerra mondiale, l’Alpe della Luna fu interessata dal passaggio delle Linea Gotica: la linea difensiva voluta dal feldmaresciallo tedesco Albert Kesselring nel 1944 per tentare di rallentare l’avanzata verso nord dell’esercito alleato. La linea tagliava l’Italia da ovest a est, andando dall’attuale provincia di Massa-Carrara fino a Pesaro, attraverso tutto l’appennino. Alcuni resti delle fortificazioni erette dall’esercito tedesco per difendere la Linea Gotica sono visibili ancora oggi, anche se parzialmente inglobati dalla natura. Si tratta principalmente di resti di trincee, piccole porzioni di basse mura di pietre, buche scavate per il posizionamento di mortai e grotte sfruttate per il ricovero di uomini e rifornimenti. La zona dell’Alpe della Luna fu uno dei punti nevralgici della Linea Gotica, vista la sua posizione strategica che consentiva di controllare l’alta Tiberina, l’alta Valmarecchia e l’alta Valle della Foglia e i valichi di Montecoronaro e Viamaggio. ( fonte vecchievie.it)
4 Sansepolcro
Tappa impegnativa anche quella che ci porta a Sansepolcro dal Passo di Viamaggio. Dopo una pausa ristoratrice ed un’accoglienza affettuosa all’eremo del Cerbaiolo, si scende in direzione Sansepolcro . Accanto alla grande tradizione artistica. Piero è presente ovunque. Il folclore la fa da padrona Sansepolcro è infatti anche la città del Palio della balestra e dei giochi di bandiera, testimonianza di un passato di lotte in difesa della libertà comunale La sosta all’eremo è stata vivificante sia per il corpo che per lo spirito. L’eremo è un esempio notevole di insediamento religioso in ambiente impervio.
5 Citerna
Al Monastero delle Benedettine il primo gruppo si ferma alla casa di accoglienza. Gli altri proseguono sino al più vicino BandB. Citerna è uno dei borghi più belli d’Italia. Un piccolo arco immette nel camminamento medievale che corre lungo il perimetro delle mura con aperture a tutto arco perfettamente conservate che dando vita ad una serie di loggiati offrendo uno spettacolo veramente suggestivo. Vicino a Citerna si visita la Madonna del Parto di Piero della Francesca.
6 Città di Castello
Cinta ancora per buoni tratti dalle mura cinquecentesche Città di Castello si distende lungo la valle del Tevere, là dove i Romani avevano stabilito il municipio di Tifernum Tiberinum. E’ città natale di Alberto Burri, noto artista contemporaneo ed uno dei maggiori esponenti dell’arte informale italiana., che qui ha lasciato le sue opere principali ed una attiva fondazione. La Fondazione Palazzo Albizzini “Collezione Burri”, istituita nel 1978 per volontà dello stesso Burri, possiede e gestisce l’unica completa raccolta esistente delle opere dell’artista esposte a Città di Castello in due sedi museali: Palazzo Albizzini e gli Ex Essiccatoi del Tabacco.
7 Pietralunga
Tappa lunga e faticosa. Oltre 31 kilometri. Si raggiunge Pietralunga, piccolo borgo incastonato tra morbide colline che si protraggono dall’alta valle del Tevere fino all’Appennino centrale. Il panorama che si ammira dalla ventosa piazza scorre tra le immense foreste demaniali, in cui nascono tartufi tra i più pregiati d’Italia. Parlando e chiacchierando con la gente del posto raccogliamo tante informazioni sulla coltivazione dei tartufi e sulle tartufaie.
8 Gubbio
Tappa splendida immersi nella natura umbra quella che ci porta a Gubbio. La leggera pioggia ed il rischio di un aumento della stessa ci induce a rifugiarsi in un bar ma il sole ci accoglie a Gubbio. Che dire. Gubbio è tutto e tutto è fascino. Le viuzze, le piazze, gli hotel, la gente del posto in piazza, i bambini che giocano a calcio, i tamburi che risuonano dalle sedi delle confraternite.
Anche Dante Alighieri in un canto del Paradiso, catturato dal posto, descrive la bellezza eugubina: un territorio arricchito dal corso d’acqua del Topino e dal colle intitolato al santo patrono della città, Sant’Ubaldo. Tutto merito una visita ed uno sguardo non superficiale.
10 Eremo di San Pietro in Vigneto
Dividiamo a metà la lunga tappa che porta a Vafabbrica. Il soggiorno al Monastero di San Pietro in Vigneto è tra i più suggestivi del nostro lungo cammino. Accolti dagli ospitaleri come dei veri pellegrini con la lavanda dei piedi ( anzi di un piede) e salutati con canti di buon cammino lasciamo San Piero in Vigneto verso Valfabbrica.
11 Valfabbrica
Moderna cittadina sulla sponda del fiume Chiascio che ci introduce ad Assisi
12 Assisi
Per la prima volta la pioggia ci segue al mattino sino a quando non raggiungiamo le alture da cui si scorge in lontananza Assisi. Ecco la nostra meta finale. Con le ali ai piedi raggiungiamo di buon passo la Basilica dedicata a San Francesco, meta di devozione e pellegrinaggio. Oltre alla tomba del Santo, si possono ammirare alcuni dei capolavori artistici più famosi al mondo firmati da Cimabue, Giotto, Pietro Lorenzetti e Simone Martini. Gli affreschi di Giotto ripercorrono tutta la vita del Santo ed i luoghi da cui siamo passati. Ad Assisi visitiamo la città, la basilica di Santa Chiara , la chiesa con il corpo del beato Acutis e la chiesa di San Giacomo de Muro Rupto, dove ci viene fatto il più bel timbro di tutto il percorro. La chiesa di S. Giacomo fu edificata nel 1088. Fu chiamata ‘de murorupto perché si trova accanto alle mura in rovina della città.
Si accede alla chiesa antica attraverso un chiostrino romanico. Il suggestivo interno presenta una sola navata coperta da spoglie volte in pietra, divise da arcani trasversi, e termina in una abside semicircolare affiancata da un corto transetto.
Poi dopo tanti kilometri un lungo sonno sul treno verso casa.
